21 gennaio 2019

LA FATTURAZIONE ELETTRONICA E I MMG.

Il 2019 è l’anno nel quale tutti i contribuenti, inclusi i medici di medicina generale e di continuità assistenziale sono chiamati ad interfacciarsi con il fisco in forma digitale

Infatti, a partire dal 2019, è stato introdotto l’obbligo generalizzato della fatturazione elettronica, già esistente verso la pubblica amministrazione, ed ora esteso nei rapporti B2B (business to business) e B2C (business to consumer).

L’analisi si focalizzerà esclusivamente sulla professione medica, ha lo scopo di fornire indicazioni operative, e vedrà un distinguo tra il medico contribuente ordinario ed il medico contribuente forfettario.

In premessa, la fatturazione elettronica si distingue in ciclo attivo (fatture emesse dal medico) e ciclo passivo (le fatture di acquisto del medico).

Medico contribuente ordinario

Il medico che al 31 dicembre 2018 ha compensi lordi maggiori di 65 mila euro, era e resterà contribuente ordinario, dunque determinerà il reddito professionale analiticamente (differenza tra compensi lordi meno spese sostenute) e le sue operazioni attive rientreranno nel regime Iva (esente art.10 dpr 633/72 o imponibile).

Rispetto al ciclo attivo, ossia le fatture emesse, il medico di medicina generale ha un committente principale , rappresentato dall’Azienda Sanitaria Provinciale, e diversi committenti pubblici e privati.

Rispetto al committente principale, l’Asp, sebbene il rapporto sia libero professionale il medico non emette fattura, in quanto esiste una deroga prevista dal 1974,  dall’art.2 del D.M. del 31/10/1974, in base al quale i compensi per i medici in convenzione sono quelli risultanti dal foglio di liquidazione dei corrispettivi compilato mensilmente dall’ASL, che fa le veci della fattura di cui all’art.21 del D.P.R. n.633/72.  . La deroga ha trovato conferma anche rispetto all’obbligo di fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione; il riferimento normativo è la circolare dell’Agenzia delle Entrate 25 novembre 2015 n. 98/E.

Rispetto ai committenti privati, occorre distinguere se il MMG fattura ad un privato cittadino o ad altro professionista o società.

Nel caso di prestazioni rese a titolo oneroso in favore dei propri pazienti (i cosiddetti certificati), il medico è esonerato dalla fatturazione elettronica, ma è soggetto all’obbligo di trasmissione dei dati sintetici della fattura al sistema TS (Tessera Sanitaria).

Di recente è stato chiarito che non sussiste l’obbligo di fatturazione elettronica anche nel caso in cui il cliente/paziente manifesti il proprio rifiuto alla trasmissione della fattura al sistema TS.

Si può dunque concludere che le fatture (in gergo “ricevute sanitarie”) emesse in favore di propri pazienti sono sempre escluse dalla fatturazione elettronica, anche per aderire alle perplessità manifestate dal Garante della Privacy.

Nel caso di prestazioni rese a titolo oneroso in favore di colleghi o società private, il medico è obbligato ad emettere fattura elettronica.

Nel caso di prestazioni rese a titolo oneroso in favore della Pubblica Amministrazione (con la sola deroga del compenso percepito in convenzione) il medico è obbligato ad emettere fattura elettronica.

Dunque, dal 1 gennaio 2019, per il medico che svolge esclusivamente attività in convenzione ed emette fatture solo in favore dei propri pazienti, non cambierà nulla per ciò che attiene il ciclo attivo della fatturazione elettronica.

Per il medico che riceve compensi da soggetti diversi, quali a titolo esemplificativo, società scientifiche e di ricerca, case farmaceutiche o da colleghi per sostituzioni, rispetto a queste prestazioni sarà obbligato ad emettere fattura elettronica.

Istruzioni: per emettere fattura elettronica il medico può acquistare un software specifico oppure verificare con la propria software house se esiste un’estensione nel proprio programma gestionale che consenta questa funzione.

Per tutti coloro i quali non vogliono acquistare un nuovo software, ne intendono sottoscrivere nuove estensioni nel programma, esiste la possibilità di emettere la fattura elettronica dal portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate. Occorre disporre delle credenziali “Fisco on Line” che rilascia l’Agenzia delle Entrate, grazie alle quali è possibile accedere all’area dedicata all’interno di fatture e corrispettivi, dove è presente la funzione emissione fattura elettronica.

Nello stesso portale, sarà possibile consultare e prelevare tutte le fatture elettroniche ricevute dai propri fornitori.

L’Agenzia delle Entrate fornisce il servizio di conservazione delle fatture emesse e ricevute per la durata di anni 15.

Sempre nel portale Fatture e Corrispettivi sarà possibile registrare la propria pec o il proprio codice univoco e generare il QR code.

Quale è la differenza tra pec e codice univoco?

Il codice univoco, composto da sette cifre, è fornito dalla software house in uso al medico o dal commercialista del medico; in altri termini è come se fosse un’area, una sorte di stanza segreta, dove vengono custodite (e conservate per un decennio) tutte le fatture che riceviamo o che emettiamo. Chi dispone di un software per la fatturazione elettronica o chi delega il proprio commercialista, avrà la possibilità di prelevare in forma automatica dal portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, le fatture emesse e ricevute in un determinato periodo.

Si è obbligati ad avere un codice univoco? Nell’immediatezza al proprio fornitore è sufficiente fornire la pec.

Il medico che si avvale di un commercialista , sarà a lui collegato, ed alla fine utilizzerà il codice univoco che quest’ultimo comunicherà e registrerà.

Come prelevare le fatture di acquisto se non mi avvalgo di un commercialista , né dispongo di un software dedicato e, conseguentemente, non dispongo di un codice univoco?

Le fatture elettroniche di acquisto possono essere ricevute via pec (alternativa al codice univoco) , al medico viene notificato sulla pec la presenza di una fattura passiva nel sistema di interscambio.

Potrà “scaricare” la fattura dall’allegato della pec e poi convertirla in pdf, così come potrà verificare la presenza di fatture ricevute collegandosi al portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, al quale si accede con le credenziali dalla stessa rilasciate.

E’ fondamentale che la fattura sia presente nel portale in quanto anche se il fornitore abbia rilasciato la fattura cartacea (copia di cortesia non valida ai fini fiscali) ma non l’abbia trasmessa elettronicamente all’Agenzia delle Entrate, il medico non può dedursi il costo o detrarsi (nei limiti di legge) l’Iva esposta. Solo le fatture emesse dai fornitori che risultano nel portale Fatture e Corrispettivi sono valide.

Può un fornitore di un medico rilasciare fattura in formato non elettronico? La risposta è si. Tutti i contribuenti forfettari (tra i quali potrebbero rientrare i giovani colleghi ai quali ci si rivolge per una sostituzione) rilasciano fattura cartacea. Lo stesso può valere, ad esempio,  per il proprio avvocato, commercialista o altro fornitore che abbiano aderito dal 1 gennaio al regime forfettario.

La fattura rilasciata dal contribuente forfettario deve recare questa dicitura “Operazione effettuata ai sensi dall’articolo 1 c. 54-89 Legge 190/2014 e succ. modifiche”. Le fatture del contribuente forfettario  sono detraibili anche se non presenti nell’area Fatture e Corrispettivi.

Il medico può delegare gli adempimenti ad un terzo? La risposta è si. Delegando il proprio commercialista a consultare e prelevare le fatture presenti nell’area Fatture e Corrispettivi , si affiderà al proprio professionista di fiducia la gestione della propria contabilità.

Il medico che ha delegato il proprio commercialista riceverà una pec dell’Agenzia delle Entrate che comunica il conferimento e la durata della delega (massimo due anni).

Come si emette una fattura elettronica? Per chi non ha mai usato un software per la compilazione di una fattura attiva sarà una vera rivoluzione, per gli altri cambia poco se non per alcuni dettagli.

Nella compilazione della fatturazione elettronica devono essere fornite delle informazioni che prima non erano presenti, ossia occorre indicare la pec o il codice univoco del nostro cliente.

Dunque, al nostro cliente società, collega medico, dobbiamo chiedere alternativamente la pec o il codice univoco ed inserirlo nella fattura che poi trasmetteremo elettronicamente.

Nel caso di fatturazione elettronica verso la PA occorre indicare il codice univoco che individua l’Ente pubblico.

Medico in regime forfettario

Il medico che al 31 dicembre 2018 era in regime forfettario o che , non essendolo, ha percepito compensi lordi non superiori a 65 mila euro, ed intende aderire dal 2019 al regime forfettario, sarà esonerato dalla fatturazione elettronica tanto nel ciclo attivo quanto nel ciclo passivo.

Se il medico in regime forfettario deve emettere una fattura in favore della Pubblica Amministrazione (ad esempio la fattura quale componente della commissione invalidi civili, oppure fatture in favore dell’INPS e/o dell’Inail, oppure fatturazione in favore dell’Università per emolumenti quale componente di commissioni d’esami, oppure fatture in favore dell’Ordine dei Medici, etc) deve utilizzare la modalità elettronica.

Sul fronte del ciclo passivo, il medico forfettario avrà diritto ad una copia cartacea, potrà fornire la propria pec e di recente è stato chiarito che non sussisterà l’obbligo di conservazione decennale.

 

Dr Alessandro Ravazzolo

Dottore Commercialista

Conv. FIMMG PALERMO

FONTE: www.fimmgpalermo.it