24 marzo 2020

Prenota Farmici.it, l’applicazione per una prenotazione smart dei farmaci.

Cari colleghi,

in un periodo di emergenza come questo dove siamo chiamati ad assolvere in prima linea ai bisogni dei nostri assistiti, ci viene chiesto di essere snelli nelle procedure almeno per quanto attiene la prescrizione di farmaci.

Il tentativo di essere dei professionisti smart per snellire l’enorme burocrazia che attanaglia il nostro lavoro quotidiano molte volte si scontra con la nostra reticenza ad usare dei sistemi magari innovativi e di scarsa comprensione.

Mai come in questi giorni è stata evidente la necessità di evitare inutile code in ambulatorio per una prescrizione ripetitiva ai pazienti cronici.

Nella ricerca di app che favoriscano un lavoro smart, a parte quelle che automaticamente si attivano dai nostri programmi gestionali, ne è stata valutata una, in concerto con Gino Blundo, dal nome “prenotafarmaci.it”.

Io penso che questa app può garantirci, con schemi di sicurezza della privacy, uno snellimento del nostro lavoro, ma soprattutto evita agli utenti quegli inutili viaggi fra i nostri ambulatori le farmacie in un momento in cui si dovrebbe stare “tutti a casa”

L’app. si articola in tre piattaforme:

1) ci perviene da parte del nostro paziente la richiesta del farmaco alla nostra e-mail. Si prepara la prescrizione e si rispedisce al paziente la risposta codificata con il NRE. Non viaggia nel web nessun dato sensibile se non dei codici indecifrabili. Il nostro contatto finisce li.

2) il paziente riceve nella sua piattaforma la risposta e la dirotta alla farmacia che desidera e che provvederà a dispensare il farmaco o in farmacia o per i soggetti più fragili a domicilio tramite le varie associazioni che stanno fornendo questo tipo di servizio.

3) la piattaforma della farmacia riceve l’ordine da parte del paziente e consegna il farmaco con un appuntamento orario per evitare inutili code in farmacia oppure al domicilio del paziente.

Come si vede il nostro ruolo utilizzando questa piattaforma è importante e non ci espone a problemi legati alla privacy in quanto il nostro rapporto rimane esclusivamente con il nostro paziente.

Non è chiaramente un obbligo adeguarsi a questa procedura ma laddove il nostro paziente fragile ci chiedesse di attivare questa tipologia di invio credo che in questo momento così critico rifiutarsi di farlo non farebbe bene alla professione in termini di immagine.

Sono comunque convinto, come la maggior parte di voi , che la soluzione sia la completa dematerializzazione della prescrizione e dobbiamo augurarci che in questo momento di profonda crisi del sistema qualcuno si decida a farlo!

Vi lascio con un grosso in bocca a lupo e con la volontà di resistere…. “ce la faremo”.

Giovanni Barone
Segretario Provinciale Fimmg Siracusa.