26 marzo 2020

RILASCIO CERTIFICAZIONI: LE LINEE GUIDA.

Pubblichiamo di seguito le indicazioni redatte da Fimmg relativamente alle certificazioni da rilasciare a vario titolo.

Giovanni Barone
Segretario Fimmg Siracusa

A tutti i MMG

Cari Colleghi,

ricevo molte chiamate di chiarimento per il rilascio di certificazioni a vario titolo.

  1. Certificati di malattia ordinari. A quanto pare molti datori di lavoro pubblici e privati stanno consigliando i dipendenti di mettersi in malattia, come se fosse una loro prerogativa e come se la firma sul certificato la dovranno mettere loro. Per il lavoratori pubblici esistono diverse opportunità, come il lavoro agile da casa, le ferie, congedi a vario titolo. Pertanto tali richieste vengono spesso dalla incapacità o dal fastidio da parte delle amministrazioni di mettere in atto quanto previsto dalla legge. Per i lavoratori del settore  privato invece spesso la cosa ha risvolti economici, si tratta di far pagare all’INPS un lavoro non fatto mentre le attività produttive sono ferme. Vi informo che sono previste dallo Stato tutta una serie di finanziamenti, rimborsi, provvidenze proprio per le Imprese e questi lavoratori. Quindi con il tramite del Medico che ha rilasciato una certificazione “su richiesta” tipo “tanto per il momento non lavoriamo”, come molti colleghi mi hanno riferito, si realizzerebbe un illecito che a bocce ferme è molto probabile che l’INPS possa riscontrare ed inviare alla autorità competente (magistratura).
  2. Certificazione richiesta da personale sanitario positivo al COVID. Tale tipo di richiesta è assolutamente irricevibile. Innanzitutto la “malattia”  dall’INAIL viene inquadrata come infortunio sul lavoro anche ove fosse realizzato in itinere. Il certificato va redatto dal medico pubblico che ha fatto la diagnosi certa (tampone) e parte da quella data. Anche qui l’INPS qualche tempo addietro, prima dell’epidemia COVID, ha precisato che è un abuso amministrativo far pagare all’Istituto assenze dovute ad infortunio sul lavoro.
  3. Lavoratori addetti a servizi pubblici di prima necessità. Certificazioni rilasciate e non supportate da solidi riscontri diagnostici e terapeutici configurano una aggravante in sede di contestazione o riscontri non suffragati. Noi conosciamo singoli casi, ma la massa di tali situazioni possono costituire un buona ragione perché gli organi inquirenti inizino un azione investigativa sollecitati dalle Amministrazioni e ciò al di fuori dai controlli fiscali per il momento fermi. Quindi non può costituire una influenza che al momento non si fanno  controlli fiscali.
  4. Incongruità fra la diagnosi della certificazione e i successivi adempimenti. Alcuni colleghi mi hanno riferito che hanno certificato malattia per sindrome parainfluenzale o similare per oltre 3 giorni e poi non hanno dato seguito con l’invio della scheda di segnalazione al dipartimento di prevenzione. Ciò è un obbligo di legge e la mancanza di segnalazione costituisce illecito.
  5. Articolo 26 misure urgenti. A questo proposito come da allegati abbiamo fatto la debita richiesta di chiarimento alle ASP. In attesa di risposta, ammesso che ce ne sia una, è nostro avviso che ove si tratti di portatore di Handicapp grave (art. 3 comma 3) o di altra condizione e in considerazione che le patologie che sono alla base dello status, non sempre configurano in maniera netta lo stato di immunodepressione essendo ampia la materia e le gradualità della definizione, la certificazione debba essere rilasciata dai Servizi di Medicina legale e Fiscale della ASP, peraltro sulle modalità di accesso la ASP ancora non si pronuncia. Nel citato art. 26 viene statuito che: fino al 30 aprile ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero. Ciò ad ulteriore chiarimento che la certificazione non è di competenza del MMG. Ottenuta tale certificazione il conseguente certificato ai fini INPS con il codice V07 può essere fatto, eccezionalmente e date le circostanze, dal MMG ove il medico certificatore non sia in possesso di credenziali TS.

In ultimo mi sia consentita una riflessione: in considerazione dello stato di calamità in cui ci troviamo e del fatto che molti dei lavoratori autonomi, anche loro nostri assistiti ci riferiscono che avendo avuto chiuse le attività, versano in stato di indigenza, diventa pesante fare i conti con la propria coscienza che prima o dopo affiora.

Saluti

Il segretario generale

Luigi Galvano

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5_scheda-segnalazione caso sospetto SARS-COV19

_1.1 Circolare 21 Marzo 2020

GURI Misure urgenti 17 marzo 2020